Ho voglia di scrivere, di buttare due righe arrabbiate, disordinate e confuse.
Perdonatemi, prendete questa nota per ciò che è. Frutto di una follia indomabile dei pensieri, di evoliana memoria.
Parlare tramite la penna virtuale, riportare in rete ciò che ho già detto a qualche fratello politico, a voce.
Questa situazione mi sta logorando, questa situazione CI sta logorando.
Mi permetto di dirlo anche a nome tuo, perchè mi permetto di immaginare ciò che anche tu stia provando in questi giorni/mesi/anni (diciamoci la verità, gli anni sono precisamente due).
Forse quello che scrivo e che leggi può sembrare senza senso, lo è, sì, perchè per carità, il politicamente corretto anche per dirci due cose...no!
Inoltre non ho voglia di rileggere troppo attentamente questa nota scritta con il cuore, e che per questo deve rimanere più naturale possibile. E poi, il tempo è denaro. Così ci hanno insegnato, così ci dicono.
Partiamo dall'inizio, follia indomabile dei fenomeni.
Febbraio/marzo 2008.
Vidi quel simbolo azzurrino, nuovo, e non ne fui entusiasta. Un grafico scarso, suvvia, si può avere più fantasia.
La fiamma si spegneva, -il letame spegne velocemente il fuoco- e sebbene per certi versi non ardesse già da tanto tempo, dava un particolare senso di sicurezza all'interno delle nostre Comunità e della nostra Comunità in generale.
La serenità non era di caso in quel periodo, sono stati i peggiori momenti della mia avventura politica. Meno male che non ero solo, sai, morire insieme ad altri individui è forse più accettabile rispetto al morire in solitudine. Sai, "fa gruppo".
Ricordo bene la mia insicurezza, sì, non lo nego, il non saper in quale dei tanti muri sbattere la testa. Uno era già crollato anni prima, ora dovevamo abbattere noi stessi?
- Non condividevo quella mossa, no, caro Fini, sbagliavi tutto, lasciavi la base in pasto a un futuro incerto, poco te ne fregava di noi e del nostro parere.
Caro Fini, tu che hai deriso Le Pen, ti sei accorto che sei arrivato a prendere i due terzi dei suoi voti? E ora, vuoi rifare il Front national, in salsa barbaresca? Per carità, molte cose che dici sono condivisibili, ma ce le insegni tu? Ho i miei dubbi. -
Non ero stato in grado di digerire quella situazione. Non ero solo.
A poco poco mi accorgevo, e di nuovo, mi permetto di dire CI accorgevamo, che qualcosa stesse cambiando, che eravamo navi senza nocchiero.
Avevamo cercato allora non un nuovo nocchiere, ma di fare della Comunità l'unica guida.
Qualcosa si stava sgretolando, servivano le fiaccole a illuminare il cammino. Ce le avevano strappate di mano. Spente con il letame, anche quelle.
E col passare dei mesi ci ritrovammo per strada.
La mia storia personale racconta la nascita di una sezione immaginaria. Quella reale, non esisteva più, per motivi diversi. Qualcuno prese strade diverse, ognuno seguì il proprio cuore.
Ma è in questi momenti che c'è bisogno di compattarsi, e io, devo dire grazie a Dio (dio se voi portate in grembo residui di paganesimo), sono riuscito a farlo, a capire chi fossero i pochi con cui stare, o più che altro, con cui continuare un particolare percorso.
Proprio in quel momento ho riscoperto la bellezza della area sociale e identitaria, insomma quella un pò di sinistra, quella più incomprensibile ai più. Ciò che ci tiene uniti è questa Identità.
E ora voglio che NOI ci riprendiamo, caspita! Da quanto tempo abbiamo agito in maniera disorganizzata?
Pocos, locos y mal unidos.
Sì, siamo noi.
Io, camerati e non, non ho più voglia di attendere il cadavere del nemico che passi trasportato dal fiume.
Vorrei che noi tutti ci compattassimo.
Perchè non dobbiamo farlo noi, ora, nel nostro momento? Perchè dobbiamo lasciare l'organizzazione capillare sul territorio a chi di politica attiva non ne ha mai fatto? Noi, che, mi perdonerete la non modestia, siamo maestri di attivismo e conoscenza del territorio.
Uniamoci, ora, non aspettiamo tempo, diamoci una struttura, parliamo, dialoghiamo, incazziamoci se è necessario, riabbracciamoci se vi è occasione.
Non esistono più vecchie tessere, c'è solo la voglia di non rimanere schiacciati e fare Politica, con il cuore.
Caos, caos, caos, è la situazione odierna.
Il caos è dentro noi, partoriamo una stella danzante. Non me ne voglia Friedrich, ma voglio che noi ripartissimo. Partoriamo questa stella che danza, chiamatela come diamine volete.
Io la chiamo Politica con il cuore.
Camerati, fratelli, compagni del Pdl, vecchi e nuovi.
Noi tutti Lupi Manni. Usciamo dalla tana.
(questa nota è frutto di un pazzo, che intorno alle 23 ha scaricato su Word le sue ansie e le sue speranze)